Lutto nel mondo del calcio, è una vera tragedia: il grande campione se n’è andato, la notizia ha distrutto i tifosi.
Il mondo del calcio è in lacrime per la scomparsa del grande campione. La notizia si è diffusa rapidamente nelle scorse ore e ha gettato nello sconforto tutti gli appassionati di sport che avevano potuto apprezzarne le grandi qualità sul campo da gioco: oltre alle doti professionali il calciatore era stimato e benvoluto anche per la sua umanità.
Mario Manera si è spento all’età di 78 anni nel suo paese natale, Bascapè, in provincia di Pavia. Manera, che giocava come terzino fluidificante, era conosciuto anche con il soprannome di ‘Cavallo pazzo’ per le sue continue sgroppate sulla fascia. Un nomignolo che ricevette durante i suoi anni al Genoa, con cui giocò dal 1971 al 1973 riuscendo a centrare una storica promozione in Serie A: un risultato a cui Manera contribuì pesantemente con 7 reti messe a segno.
Prima di indossare la maglia del Grifone il terzino pavese ha girato diversi club. La sua carriera è cominciata tra le file della Melegnanese, prima di compiere il salto nel professionismo con la Pro Patria. Dopo due anni in Serie C con i bustocchi arriva la chiamata della Reggiana, con cui disputa il primo campionato di Serie B nella stagione 1968/1969.
Calcio in lutto, tifosi in lacrime: addio al grande difensore
Dopo 31 presenze e 3 reti con i reggiani Manera si trasferisce al Brescia, in Serie A: un’annata che però si chiude con la retrocessione delle Rondinelle. Nel novembre 1970 viene acquistato dal Cagliari: pur non riuscendo mai a scendere in campo il terzino ha potuto comunque far parte di quella rosa che giocò quel campionato con lo scudetto sul petto.

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L’esperienza successiva al Genoa è terminata nel 1973 a causa di contrasti con il presidente Berrino. Manera ha quindi proseguito la sua carriera all’Atalanta, in Serie B, per poi trasferirsi al Piacenza in Serie C. Con i biancorossi – con cui conquistò anche una promozione in B – ha disputato 4 stagioni, totalizzando 96 presenze e mettendo a segno 8 reti.
Manera terminò la sua avventura da calciatore con il Pro Piacenza. Non una conclusione felice: nel febbraio 1979, durante il match contro il Casorate, sferrò un pugno all’arbitro e per questo venne squalificato a vita. Un episodio che tuttavia non rovinò la stima di cui poteva godere nel mondo del calcio. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo l’ex calciatore intraprese un’attività commerciale a Melegnano e divenne poi imprenditore edile a Bascapè, il suo paese natale.

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